Quando i coloni achei sbarcarono sulle coste ioniche per fondare la leggendaria Sibari, alzarono lo sguardo verso l'entroterra e videro un orizzonte di vette innevate che squarciavano le nubi. Per loro, il confine tra la terra e il mito si era appena annullato: avevano ritrovato la casa degli dei.
Descrizione
C’è un confine segreto nel cuore del Sud Italia, un regno vertiginoso di vette e abissi dove le nuvole si impigliano sui rami contorti di alberi millenari. È il Parco Nazionale del Pollino, l’ultima vera frontiera selvaggia del Mediterraneo. Qui, aggrappato alla nuda roccia e scolpito dalle bufere, il maestoso Pino Loricato si erge come un guardiano immortale di pietra e corteccia, sorvegliando un orizzonte che abbraccia due mari. Varcare le sue soglie non significa semplicemente esplorare una foresta, ma precipitare in un mondo primordiale dove la grandezza della natura non si limita a mostrarsi: ti toglie il respiro.
La Calabria è una terra che non si limita ad accogliere il viaggiatore: lo rapisce. Chi sceglie di esplorare i suoi sentieri e fermarsi ad ammirare le sue bellezze naturalistiche, resta immancabilmente sorpreso di fronte a una biodiversità vasta e incontaminata. Dalle vette montuose alle coste cristalline, ogni passo rivela un paesaggio inaspettato.
Questa magia non è una scoperta recente. Tra il 1907 e il 1911, il celebre scrittore inglese Norman Douglas intraprese un viaggio attraverso questa regione, esplorandola con la lentezza e la curiosità del vero viaggiatore. Rimasto profondamente affascinato dall’anima autentica del territorio, Douglas diede vita a “Old Calabria” (Vecchia Calabria).
Oggi, a distanza di oltre un secolo, quest’opera è universalmente considerata uno dei migliori libri di viaggio sulla Calabria. Le sue pagine restano una bussola imprescindibile per chi desidera allontanarsi dalle rotte più battute e riscoprire l’essenza più profonda e selvaggia del Sud Italia.
Tutti i trasferimenti dalla struttura all’attacco dei sentieri saranno effettuati con auto proprie o navetta, ottimizzando i posti. La guida metterà a disposizione la propria.
Programma giorno per giorno
Giorno 1 | Giornata dedicata all'arrivo
Benvenuti in Calabria – Arrivo e Briefing
Ore 17:00: Accoglienza dei partecipanti presso la Stazione Ferroviaria di Scalea e trasferimento con navetta privata verso Verbicaro, Check-in e sistemazione presso la struttura ricettiva. Incontro di conoscenza con le guide ufficiali, illustrazione del programma settimanale. Cena di benvenuto a base di specialità locali.
Giorno 2 | I Segreti dell'Orsomarso e la Valle del Fiume Argentino
Lunghezza: km 12 A/R – Dislivello: +100 mt/-100 mt – Difficoltà: T – Itinerario: A/R non ad anello
Mattina: Prima colazione in struttura e trasferimento in navetta verso il borgo di Orsomarso.
Attività: Visita guidata al centro storico del borgo e approfondimento sull’antica Eparchia del Mercurion (centro di monachesimo italo-greco).
Escursione Fluviale e Botanica: Passeggiata nella splendida Valle del Fiume Argentino all’interno della Riserva Naturale Orientata, con visita all’Arboreto Didattico.
La Riserva Naturale Orientata del fiume Argentino si trova sui monti di Orsomarso, nell’alto Tirreno cosentino, nel versante più selvaggio e naturale del Parco Nazionale del Pollino. Nasce grazie alla grande sensibilità ed all’attaccamento al proprio territorio dei suoi abitanti che hanno richiesto al Ministero dell’Agricoltura e Foreste di istituire una riserva per proteggere e salvaguardare questo ambiente ancora oggi incontaminato. La Riserva comprende la parte alta del bacino del fiume Argentino, dalle sorgenti fino a circa un km dall’abitato di Orsomarso. Presenta un’alternanza di pareti rocciose e piccole valli attraversate dal fiume Argentino, così chiamato per la meravigliosa limpidezza delle sue acque diafane con riflessi argentei. Il fiume, alimentato da tanti rigagnoli e numerose cascatelle come quella famosa denominata della “Ficara”, scorre per 20 km fino ad affluire nel fiume Lao, creando un ambiente umido favorevole alla crescita della vegetazione. L’area protetta è orientata soprattutto al mantenimento di un ambiente favorevole al capriolo autoctono e al lupo. La geologia segue le caratteristiche selcifero-marnose dell’area di Verbicaro e quelle calcareo-dolomitiche della catena del Pollino.
Pranzo/Degustazione: Degustazione di prodotti tipici locali e vini della zona.
Tardo Pomeriggio: Rientro in struttura, relax e cena.
Giorno 3 | Monte Caramolo
Lunghezza: 14 km Durata:7h Dislivello:523 mt Itinerario: A/R non ad anello
Dopo un panoramico trasferimento in navetta raggiungeremo Piano di Novacco, qui la nostra avventura ha finalmente inizio. I primi passi ci conducono subito all’interno di una meravigliosa e fitta faggeta, un ambiente fiabesco dove il tempo sembra rallentare, perfetto per immergersi nella pratica del cammino lento e riconnettersi con i suoni e i profumi del bosco.
Il primo tratto del sentiero segue il tracciato di un’antica strada sterrata, scavata e modellata dalle piogge nel corso degli anni. È un percorso dolce, quasi privo di dislivello, ideale per scaldare i muscoli senza fretta, godendosi la biodiversità circostante fino a raggiungere il suggestivo Passo Scifarello.
Valicato il passo, lo scenario si apre su una verdeggiante radura luminosa, per poi accoglierci nuovamente nell’abbraccio degli alberi fino a Piano Caramolo. Oltrepassato questo altopiano, il ritmo dell’escursione cambia: ci attende il sentiero d’attacco. È una salita decisa e sfidante ma breve, che con uno strappo finale ci porta direttamente alla conquista della vetta del Monte Caramolo.
Qui, la fatica della salita viene ripagata da uno degli spettacoli visivi più grandiosi dell’intero Parco Nazionale del Pollino. Dalla cima, si apre un anfiteatro naturale mozzafiato da cui è possibile dominare con lo sguardo le cime più iconiche del sud Italia: il Monte Alpi, Coppola di Paola, la maestosa Timpa della Capanna, e ancora Serra del Prete, il Pollino e il Pollinello. Più in là, si stagliano imponenti il Dolcedorme e la Manfriana, chiudendo l’orizzonte con il Cozzo del Pellegrino, la Montea, la Mula e la Muletta. Un’esperienza visiva ed emotiva che rimane impressa nel cuore di ogni escursionista.
Giorno 4 | il Giardino degli Dei e Serra di Crispo.
Lunghezza: 16,7 km Durata: 7/8 Dislivello: 550 mt Itinerario: A/R non ad anello
Pranzo al sacco
Questa mattina con la navetta attraverseremo tutta la catena costiera, dove avremo il modo di ammirare ed apprezzare dei bei panorami, per poi raggiungere il valico di Colle dell’Impiso da dove troveremo l’attacco del sentiero dell’odierna escursione. L’escursione al Giardino degli Dei, adagiato sui maestosi pendii di Serra di Crispo, non è un semplice itinerario: è un autentico viaggio nel tempo. Considerata all’unanimità una delle rotte più belle e suggestive dell’intero Parco Nazionale del Pollino, questa ascesa oltre i 2000 metri di quota permette di incontrare i veri guardiani della montagna: gli splendidi e monumentali Pini loricati.
In questa remota area protetta sopravvivono gli esemplari più antichi e spettacolari di tutto il massiccio. Questi alberi ciclopici, scolpiti dal vento e dal ghiaccio, sono veri e propri monumenti naturali, testimoni silenziosi di epoche remote.
Affrontare questo santuario a passo lento permette di comprendere appieno le parole di Giorgio Braschi, storico autore di testi sul Pollino, che definì questo luogo il “Giardino degli Dei”. Camminare all’ombra di queste sculture viventi regala la vibrante sensazione di aver varcato la soglia della dimora di antiche divinità mitologiche.
Ma la meraviglia botanica di questo areale non si ferma ai pini. Spostandosi sul versante occidentale, in prossimità della vetta, la natura svela un’altra sorprendente curiosità. Qui dimorano decine di faggi isolati che, per adattarsi alle estreme condizioni d’alta quota, hanno sviluppato una singolare metamorfosi. La loro corteccia, solitamente liscia e argentea, mostra un notevole ispessimento, suddividendosi in marcate placche poligonali. Un mimetismo affascinante, che li rende visivamente molto simili alla celebre “lorica” (l’armatura a scaglie) dei vicini pini loricati.
Un’esperienza immersiva e imperdibile, dove la botanica si fonde con il mito, per un trekking indimenticabile sul tetto del Sud Italia.
Giorno 5 | : La Valle del fiume Abatemarco.
Lunghezza: km 8 Durata:6h Dislivello: 450 mt Itinerario: A/R non ad anello
Pranzo al sacco
Ci trasferiremo con la navetta, in località “Nasce Jume” da qui inizia il nostro trekking alla scoperta della valle dell’Abatemarco, ai piedi del Cozzo del Pellegrino, una gemma preziosa incastonata nel paesaggio montano, un luogo dove la natura selvaggia si intreccia indissolubilmente con la memoria storica del territorio. Attraversare questa vallata, che si estende fino a spegnersi dolcemente ai piedi del maestoso Cozzo del Pellegrino, significa intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo.
Giungendo nella suggestiva località di Carpinosa, è ancora oggi possibile ammirare le rovine di un antico villaggio agropastorale. Questo insediamento racconta storie di fatica e dedizione: qui, generazioni di contadini hanno lavorato la terra, bonificando con pazienza la valle dai detriti calcarei per trasformarla in campi fertili e rigogliosi. Camminare tra questi resti offre un’occasione unica per riflettere sul legame profondo tra l’uomo e la montagna.
Riprendendo il cammino, il paesaggio si trasforma. La valle si rivela in tutta la sua ricchezza botanica, avvolgendo l’escursionista in un fitto mantello verde composto da profumati noccioli, ontani e secolari boschi di faggio. È proprio addentrandosi in questa fitta vegetazione che i sensi vengono risvegliati: un fruscio distante si fa via via più intenso e scrosciante.
Seguendo il richiamo dell’acqua ai piedi del Cozzo del Pellegrino, la natura svela infine il suo capolavoro segreto: la spettacolare Cascata di San Giovanni. Un angolo di mondo selvaggio, puro e meraviglioso, capace di ripagare ogni passo con la sua bellezza primordiale.
Giorno 6 | Monte Pollino
Lunghezza: 15 km Durata: 6/7 h Dislivello: 680 mt Itinerario: A.R.
Pranzo al sacco
Anche oggi grazie alla navetta raggiungiamo l’attacco del sentiero a Colle dell’Impiso, riattraverseremo la catena costiera per raggiungere l’attacco del sentiero. L’itinerario prende vita lungo il suggestivo sentiero che conduce a Colle Gaudolino, attraversando la parte alta del secondo Piano di Vacquarro. Da questa prospettiva privilegiata, la montagna inizia subito a svelarsi in tutta la sua imponenza, regalandoci una prima, spettacolare visuale sul versante nord-est del Monte Pollino.
Lasciato il piano, il tracciato prosegue in lieve salita, invitandoci a rallentare il passo e ad ascoltare il respiro del bosco. Ci addentriamo così in una fitta e meravigliosa faggeta, camminando nel fresco impluvio naturale racchiuso tra le maestose pendici di Serra del Prete e del Monte Pollino. È il momento ideale per godersi la pace della natura e la ricca biodiversità di questo ambiente ombroso.
L’uscita dagli alberi è scenografica: il paesaggio si apre all’improvviso, accogliendoci nella vasta e luminosa prateria d’alta quota di Piano Gaudolino. Qui ci prepariamo ad affrontare la vera sfida della giornata.
Lasciata la radura, ha inizio la ripida ascesa finale. Si tratta di una salita impegnativa ma profondamente gratificante, che ci conduce a un faccia a faccia emozionante: l’incontro con il celebre Patriarca (1.917 m s.l.m.), uno dei pini loricati più antichi, imponenti e iconici dell’intero massiccio. Dopo aver reso omaggio a questo gigante monumentale di legno e roccia, un ultimo sforzo ci permette di conquistare la vetta del Monte Pollino, dove la fatica svanisce di fronte a un panorama che domina l’intero orizzonte.
Giorno 7 | Monte Palanuda. Alla scoperta dell’Isola che non C’è nel Pollino.
Lunghezza: km 12 Dislivello: 550 mt Durata: 5/6h Itinerario: A/R non ad anello
Pranzo al sacco
Trasferimento in navetta fino all’attacco del sentiero. Con questa indimenticabile escursione verso la vetta del Monte Palanuda, giunge al termine la nostra avventura alla scoperta del Parco Nazionale del Pollino, l’area protetta più vasta d’Italia. Questa tappa conclusiva è il momento ideale per assaporare ogni passo abbracciando pienamente la filosofia del cammino lento, celebrando le emozioni vissute e i forti legami nati lungo i sentieri, dove i compagni di viaggio, un chilometro dopo l’altro, sono diventati amici affiatati.
Il percorso ci vede da subito immersi in un vero e proprio mare verde. Una foresta fitta e silenziosa, composta da faggi secolari, ci avvolge come un’onda, accompagnandoci costantemente in un’ascesa tanto sfidante quanto rigenerante. Procedere all’ombra di queste fronde permette di apprezzare i dettagli della flora locale e di prepararsi allo spettacolo che attende più in alto.
La vera magia si compie quando gli alberi, improvvisamente, si diradano. Oltrepassato il limite del bosco ci appare “l’isola che non c’è”: la parte apicale del Palanuda. Questo straordinario affioramento di roccia carsica, dal fascino brullo e lunare, si staglia isolato dominando la vegetazione sottostante. Raggiungere questa cima, plasmata nei millenni dall’acqua e dal vento, regala uno scenario geologico unico nel suo genere. Da quassù, il panorama si apre su viste mozzafiato che dominano le valli, offrendo un finale epico e suggestivo a un viaggio che resterà per sempre impresso nel cuore.
Giorno 8 | Saluti e Partenze
Mattina: Prima colazione, check-out e saluti finali.
Trasferimento: Navetta privata per la Stazione di Scalea in tempo utile per le partenze dei partecipanti verso i rispettivi luoghi di provenienza.








- Con questo Trekking contribuirai a piantare un’albero
Dati tecnici
- Località: Calabria - Parco Nazionale del Pollino
- 7 Escursioni
- Tipologia: Stanziale con escursioni giornaliere
- Lunghezza: 10/17 km giornalieri
- Dislivello totale: +/- 2853 mt
- Durata: 8 giorni
- Partenza: Verbicaro
- Arrivo: Verbicaro
- Cani ammessi: Si previa conferma della struttura ricettiva.
- Periodo ideale: Maggio, Giugno, Luglio, settembre, ottobre
- Costi:
- - Quota di partecipazione da versare alla prenotazione € 350,00.
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- Spese previste: € 580,00
Sono calcolate accuratamente per mangiare e dormire, tuttavia suscettibili di piccoli cambiamenti in più o in meno legati a variazioni di prezzi e al comportamento del gruppo. - La quota di partecipazione Comprende:
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- Servizio di segreteria;
- Trasporto in navetta; - - Servizio di Guida Ambientale Escursionistica per tutta la durata del trekking;
- - Assicurazione.
- La quota di partecipazione Non Comprende:
- - Pasti ed extra in generale;
- - Tassa di soggiorno ove richiesta;
- - Supplemento camera singola dove disponibile;
- - Supplemento cane dove richiesto;
- - Trasferimento da/per i luoghi di partenza e di arrivo;
- - Quanto non indicato nella voce “la quota comprende”.